Cos’è il counseling

Cos’è il Counseling

ORIGINE DEL TERMINE: La parola counseling deriva dall’inglese to counsel che a sua volta deriva dal verbo latino consulo-ere (consolare, confortare, venire in aiuto) e si compone di due particelle: cum (con, insieme) e solere (alzare, sollevare), sia come atto che in senso più ampio “di aiutare a sollevarsi”. L’altro verbo latino di derivazione é consulto-are (consigliarsi o riflettere con qualcuno, richiedere il parere di un saggio).

Può essere scritta con una sola “l” (counseling) com’è il termine usato negli Stati Uniti da C. Roger o con due “ll” (counseling) come si è poi diffuso in Gran Bretagna.

L’ATTIVITÀ DI COUNSELING: Nel 1995 l’EAC, Associazione Europea di Counseling, ha adottato questa definizione: “Il counseling è un processo interattivo tra counselor e cliente, o più clienti, che affronta in modo olistico temi sociali, culturali, economici e/o emotivi. Può concentrarsi sulla modalità di affrontare e risolvere problemi specifici, favorire un processo decisionale, aiutare a superare una crisi, migliorare i rapporti con gli altri, agevolare lo sviluppo, accrescere la conoscenza, la consapevolezza di sé e permettere di elaborare emozioni e conflitti interiori. L’obiettivo globale è quello di offrire ai clienti l’opportunità di lavorare, con modalità da loro stessi definite, per condurre una vita più soddisfacente e ricca di risorse, sia come individui sia come membri della società più vasta”. In termini più semplici si può dire che il counseling è un mezzo per passare dalla domanda “Perché mi è successo questo?” alla domanda “Ora che mi è successo questo qual è il modo migliore per affrontarlo?”.

Il counselor

Il counselor (dice Marcella Danon- Counseling ed. RED-) può essere paragonato ad una guida alpina che conduce i suoi clienti in paesaggi con i quali ha già una certa dimestichezza, ma ogni percorso è sempre nuovo e ognuno deve camminare con le proprie gambe. La presenza della guida potrà essere utile e di conforto, ma il progresso verso la meta dipenderà dall’impegno del soggetto in prima persona, oltre che dall’abilità di chi conduce nel fornire le indicazioni giuste al momento giusto.
Compito del counselor, come per la guida alpina, sarà quello di rendere quanto più autonomo e indipendente il proprio cliente, mettendogli a disposizione la sua esperienza e gli strumenti necessari per diventare a sua volta guida di se stesso.
Guidare è un’arte che, per essere praticata bene ha bisogno di una preparazione tecnica, preparazione personale e di una certa predisposizione naturale.
Per quanto concerne la preparazione tecnica e personale, si diventa counselor professionista a seguito uno specifico iter formativo di tre anni in cui si includono esercitazioni pratiche, training personale individuale o di gruppo, supervisione dell’attività iniziale. L’obiettivo di tale formazione è quello di rendere il professionista capace di favorire la comunicazione intrapsichica, interpersonale, sociale favorendo così la scoperta delle personali risorse e potenzialità latenti nella persona in modo da aiutare l’interlocutore ad aiutarsi divenendo sempre più consapevole ed autonomo. Tra le principali responsabilità del counselor oltre a quella della formazione iniziale, vi è quella di farsi carico della propria formazione permanente ovvero del proprio sviluppo personale ulteriore e professionale e della propria supervisione; inviare il cliente ad altri livelli di competenza qualora manchi dell’esperienza necessaria per affrontare la problematica specifica; mantenere la riservatezza delle informazioni emerse durante la seduta in un’ottica di rispetto dei diritti sulla privacy del cliente (si veda per approfondimenti il codice deontologico e tariffario colloqui il sito www.siafitalia.it.

A chi si rivolge

Il counseling può essere individuale, di coppia, rivolto a famiglie, gruppi (es. counseling presso scuole, aziende, istituzioni), tra realtà culturali diverse (counseling interculturale). Chi si rivolge ad un counselor può cercare la soluzione a problemi specifici, può essere aiutato a prendere decisioni, gestire situazioni di cambiamento e di crisi, migliorare le relazioni, sviluppare risorse, promuovere e sviluppare la consapevolezza personale. Gli ambiti di applicazione risultano essere diversi: counseling di comunitario (c. pedagogico e c.di comunità), c. lavorativo (aziendale e career counseling), c. in ambito sociosanitario, interculturale, art counseling, c. individuale o di coppia.

Differenze tra counseling e psicoterapia

il counseling si differenzia dalla psicoterapia su tre punti sostanziali:
– Il rapporto tra counselor e cliente è una relazione orizzontale, paritaria, in cui il counselor non detiene una conoscenza sinonimo di potere sul cliente, modello molto diverso da quello riferito al rapporto medico – paziente proprio dei modelli psicoterapeutici
– La definizione dell’obiettivo concreto (tipico del problem solving) e del tempo limitato (terapia breve) ben diverso dal risolvere situazioni patologiche che richiedono modalità di approccio diverse con tempistiche differenti.
– L’esclusione della patologia come settore di intervento. Il counseling opera nella prevenzione ma non sulla patologia, ovvero non cura e per tale motivo non rientra tra le professioni mediche.

Cenni storici

Il counseling, già esistente negli Stati Uniti dagli anni 20 e nel resto d’Europa dagli anni ’50 grazie all’opera di Rollo May e C. Roger, arriva in Italia attorno agli anni ottanta e inizia a diffondersi negli anni novanta con la nascita delle prime associazioni di categoria e delle prime scuole di formazione. In questo momento trova una rapida espansione nel nostro Paese nonostante sussistano differenze legislative riguardanti le norme che regolano le professioni rispetto appunto il resto d’Europa. Il counseling è una professione non ordinistica ovvero non regolata da uno specifico ordine professionale. Nel maggio del 2000 il CNEL ha inserito il counseling nell’elenco delle professioni non regolamentate (che in Italia sono oltre il centinaio). La professione del counseling è quindi regolamentata nel nostro Paese dalle associazioni di categoria riconosciute. Oggi esistono in Italia diverse associazioni di categoria e più di un centinaio di scuole. Il counseling è attualmente entrato a far parte dei programmi universitari, come perfezionamento di psicologia, medicina o come percorso a se stante.